"Confartigianato Donne Impresa Latina" - Per un sostegno ed una promozione delle pari opportunità sul territorio di Latina. Progetto con Camera di Commercio di Latina. Febbraio 2014.
venerdì 30 gennaio 2015
LA PAURA DI AVERE PAURA
Riceviamo e pubblichiamo una riflessione della dott.ssa Paola Rosolini, psicologa e docente. Ricordando che il blog rappresenta un momento di confronto per tutti, chiunque voglia apportare un proprio contributo è il benvenuto
Forti , capaci e sempre adeguati. Questo ci richiede la società mettendoci nella condizione di avere paura
di esprimere noi stessi, con le nostre fragilità e i nostri limiti e accettare anche il fatto di provare paura.
Pur di non affrontare noi stessi , ci mascheriamo da coraggiosi, vivendo però con ansia la quotidianità.
Non riconoscendo la paura come sensazione naturale si crea un autoinganno dal quale scaturisce una paradossale “ansia da prestazione”.
La paura è allora una caratteristica esclusiva del nostro tempo?
No , di tutti i tempi, perché come emozione psicobiologica è fondamentale per l’adattamento degli animali e degli esseri umani al loro ambiente circostante – risponde la dr.ssa Paola Rosolini, psicologa psicoterapeuta cognitivo comportamentale - senza una certa dose di paura naturale non si sopravvive in quanto è la reazione he ci allerta di fronte a i reali pericoli e ci permette di fronteggiare tali situazioni dopo averle riconosciute come pericolose, ci aiuta inoltre a migliorare le prestazioni; potremmo definirla una paura adattiva, una sorta di sollecitazione che muove l’individuo e gli permette di selezionare gli stimoli con maggiore attenzione aiutandolo ad affrontare e a risolvere un problema. Chi non prova una condizione di ansietà, agitazione e di paura rispetto a situazioni nuove ed ignote che si trova a dover affrontare? Per esempio è stato dimostrato che gli studenti che devono affrontare un esame, se hanno un po’ di paura, quella buona intendo, la cosiddetta adattiva, rendono il 40% di più rispetto agli studenti che invece lo affrontano freddamente come se si trattasse di una cosa banale. L’idea malsana e da sfatare è che l’uomo possa o debba essere privo di paura, perché se così fosse non sarebbe un essere vivente bensì un automa.
Ma la paura è solo un emozione positiva? No la paura assume anche caratteristiche patologiche quando supera una certa soglia, in funzione della sua intensità ed anche in funzione delle soluzioni che l’individuo adotta per fronteggiarla. Pertanto ciò che fa la differenza tra quella che si può definire una paura esistenziale e una paura patologica è che la prima può incrementare la capacità di gestire la nostra realtà e , non solo non va curata, ma accettata come un sentimento positivo; la seconda al contrario limita o
addirittura impedisce tale capacità incatenando la persona nella prigione del panico e delle fobie, pertanto va curata ed affrontata.
C’è una frase di Pessoa- poeta , scrittore ed aforista portoghese - che dice :” porto addosso le ferite delle battaglie che ho evitato”. Di fatto il comune denominatore di molti disturbi basati sulla paura è riconducibile ad un comportamento che la persona mette in atto o per meglio dire ad una strategia comportamentale di evitamento .Per esempio chi soffre di un disturbo fobico come potrebbe essere la fobia sociale ( la paura di trovarsi in una situazione pubblica in cui si è esposti al giudizio altrui e potenzialmente percepita come umiliante) cerca di evitare le situazioni che scatenano la paura, ma è proprio l’evitare tali situazioni che incrementa la reazione fobica.
L’evitare è una soluzione che inizialmente può sembrare una reazione adeguata anche agli occhi degli altri, via via però permette alla paura di divenire il nostro più grande limite ed impedimento esperenziale.
Qual è la differenza tra paura e fobia? La paura è in natura mentre per fobia si intende quella paura apparentemente immotivata paralizzante, panica ed ansiogena, e l’unica cosa importante ed urgente per la persona che la prova è quella di ridurla, di allontanarsene e non affrontarla. Questo impedisce alla persona di crescere , di sviluppare un senso di sè come persona autonoma e capace di affrontare la vita, favorendo un senso di sfiducia e disistima personale che rappresenta il vero è proprio danno psicologico e la reale ferita. Un senso di impotenza che andrà ad incrementare la paura. Per tutti i problemi e disturbi basti sulla paura è bene ricordare che c’è la cura e non serve farsi aiutare da un amico o da una persona disponibile a starci sempre accanto, perché anche questa soluzione definita” richiesta d’aiuto”, è da annoverare tra quelle he contribuiscono a non farci affrontare il nostro problema ma ad evitarlo e quindi ad incrementarlo. Insomma dobbiamo imparare ad aiutare noi stessi ad essere quello che siamo, e soprattutto accettare le nostre debolezze per fortificarci, capire i nostri limiti per affrontarli / superarli e diventare” coraggiosi
giovedì 22 gennaio 2015
Welfare conciliazione pari opportunità: incontro tra la Sottosegretaria al Lavoro Teresa Bellanova e le Imprenditrici Confartigianato. Al centro dell'iniziativa una serie di proposte per realizzare un sistema di welfare su misura per le imprenditrici.
“Bisogna
superare le disparità di trattamento tra imprenditrici e lavoratrici dipendenti
sul fronte del welfare con interventi per la conciliazione lavoro-famiglia che,
a partire dalla delega prevista nel Jobs Act, facciano leva su un mix di
sostegno pubblico e interventi privati per integrare, in una logica di
sussidiarietà, l’attuale, insufficiente offerta di servizi”. Lo chiede Edgarda
Fiorini, in rappresentanza di 361.000
aziende artigiane e Pmi guidate da donne, che lunedi ha incontrato la
Sottosegretaria al Ministero del Lavoro Teresa Bellanova nel corso di un
confronto organizzato a Roma tra la Giunta Esecutiva dell’Associazione e
l’esponente del Governo.
“Chiediamo all’Esecutivo – ha sottolineato la Presidente Edgarda Fiorini – di colmare le disuguaglianze rispetto alle dipendenti, ben sapendo che sono realtà differenti, riconoscendoci il diritto a coniugare attività d’impresa e impegni familiari”.
In particolare, Donne Impresa Confartigianato sollecita l’estensione alle imprenditrici dell’utilizzo dei voucher baby sitting integrati da voucher per l’assistenza ai familiari anziani e ai disabili. Tra le altre richieste, l’istituzione di un voucher per formare i collaboratori chiamati a sostituire temporaneamente la titolare nell’attività d’impresa, un credito d’imposta per investimenti in progetti di conciliazione lavoro-famiglia e in attività d’impresa nei settori legati al welfare familiare, sgravi fiscali e contributivi per assunzioni a tempo determinato di coadiuvanti nei periodi di maternità o di assistenza a figli minori o parenti anziani, maggiore flessibilità degli orari degli uffici pubblici.
“Chiediamo all’Esecutivo – ha sottolineato la Presidente Edgarda Fiorini – di colmare le disuguaglianze rispetto alle dipendenti, ben sapendo che sono realtà differenti, riconoscendoci il diritto a coniugare attività d’impresa e impegni familiari”.
In particolare, Donne Impresa Confartigianato sollecita l’estensione alle imprenditrici dell’utilizzo dei voucher baby sitting integrati da voucher per l’assistenza ai familiari anziani e ai disabili. Tra le altre richieste, l’istituzione di un voucher per formare i collaboratori chiamati a sostituire temporaneamente la titolare nell’attività d’impresa, un credito d’imposta per investimenti in progetti di conciliazione lavoro-famiglia e in attività d’impresa nei settori legati al welfare familiare, sgravi fiscali e contributivi per assunzioni a tempo determinato di coadiuvanti nei periodi di maternità o di assistenza a figli minori o parenti anziani, maggiore flessibilità degli orari degli uffici pubblici.
“Credo sia
una pratica utile, anzi, fondamentale, per chi sta nelle istituzioni, avere
momenti di incontro e di confronto come quello con le imprenditrici di
Confartigianato, ancora più utile quando si dialoga con realtà che
rappresentano mondi a volte trascurati, come quello delle imprese artigiane al
femminile, una realtà specifica e tuttavia feconda e vivace”. Così la
Sottosegretaria al Lavoro Teresa Bellanova ha risposto alle sollecitazioni di
Donne Impresa Confartigianato. “Il nostro Paese – ha detto Bellanova sui temi
posti – si è dotato negli anni di leggi sulla conciliazione avanzatissime,
anche nel panorama europeo, che però hanno bisogno di essere testate nella
reale loro efficacia. Dunque, nulla di più utile e fruttuoso che l’ascolto
dell’esperienza concreta, quella che viene dal territorio e dalla vita reale,
in particolare ora che ci accingiamo a ridefinire gli strumenti della
conciliazione attraverso la Legge delega sul lavoro. Migliorare i servizi e il
funzionamento della PA, dagli orari alle modalità di accesso, valorizzare le
professioni del welfare col duplice obiettivo di creare nuova impresa e nuova occupazione
da un lato, e aiutare le donne a restare a lavoro dall’altro”.
“Liberare
tempo per le donne, ha concluso la Sottosegretaria al Lavoro, sapendo che – in
epoca di risorse scarse – nostro dovere è ragionare sulle idee e sui percorsi,
consapevoli che abbiamo davanti una montagna da scalare, che sarà più facile
scalarla insieme e che è sul modo in cui affronteremo i problemi del quotidiano
che sarà giudicata la nostra capacità di incidere sulla vita reale delle
persone”.
lunedì 19 gennaio 2015
Motivare un'azienda ad investire nel talento delle Risorse Umane
Come
misurare il Ritorno di Investimento delle iniziative di Welfare e Formazione
rivolte alle HR e motivare un'azienda ad investire nel talento delle Risorse
Umane.
Diversamente
dal Sistema Toyota finalizzato alla qualità del processo, le risorse umane non sono oggi al centro delle
dinamiche produttive ma a loro confine, per quanto in azienda stia prendendo
forma un graduale rilancio del capitale umano, valorizzato e messo in
condizione di trasferire il proprio talento nel
lavoro di tutti i giorni contribuendo al risultato economico dell’impresa:
Per
poter dimostrare il Ritorno di Investimento (ROI)
delle iniziative di Welfare e Formazione rivolte alle HR servono strumenti di tipo
analitico che producano dati concreti, capaci di spingere un’azienda ad investire nel talento,
soprattutto in tempi di crisi.
Peccato
che in Italia l’80% dei responsabili del personale non disponga di tali
strumenti e non possa pertanto misurare il contributo delle
HR al raggiungimento degli obiettivi di business:
è quanto emerge dalla ricerca “Costruire valore investendo
sul capitale umano”, condotta da The European
House-Ambrosetti per conto di Edenred e presentata in occasione del Workshop
Risorse Umane , dal titolo “Gestire i nuovi dilemmi per creare valore in
azienda”. Lo studio conferma che gli investimenti in Welfare aziendale e formazione
possono incidere sul contributo delle risorse umane, fidelizzandole. Le
iniziative di Talent Management,
tuttavia, non risultano sempre orientate a raggiungimento degli obiettivi di
business ed il 60% dei responsabili HR non le considera in linea con le sfide
economiche aziendali. Da qui deriva che:
·
le
iniziative di Welfare devono tenere conto delle esigenze del core business
·
gli
investimenti in Talent Management devono essere associati ad un ROI
Misure
il ROI di iniziative HR
Il
ROI su un progetto formativo consta di 3
punti di misura a cui ne va
necessariamente aggiunto un quarto:
1. soddisfazione dei
partecipanti;
2. acquisizione di
competenze;
3. capacità di mettere
in atto le competenze acquisite;
4. risultato economico
e impatto sulla performance aziendale.
Misurare
il contributo delle risorse umane sui risultati aziendali richiede interazione
fra le funzioni HR e Finanza, attraverso analisi di costi e benefici
volte a massimizzare l’efficacia degli investimenti
pianificati e delle risorse economiche allocate.
Variabili di
riferimento: aumento delle vendite, riduzione dei rischi,
aumento dei profitti, riduzione del turn over, aumento della retention dei
clienti, riduzione il time to market e aumento della produttività. Per
ogni variabile si dovrebbe individuare un sottoinsieme di indicatori legati
alle risorse su sui si è investito, in modo da valutare lo scostamento fra
situazione di partenza e intervento di Welfare o formativo attuato.
In
Europa, dove i progetti di welfare aziendale e formazione del personale sono
misurati, il ROI si attesta ad una valore fra il
15 e il 25% dell’investimento iniziale, che in questa
congiuntura economica è un margine non trascurabile.
(Fonte: sito PMI)
sabato 17 gennaio 2015
Incentivi all'assunzione di donne per il 2015
Individuati i settori e le
professioni che presentano nelle assunzioni un tasso di disparità tra uomo
donna superiore al 25% e che godranno per il 2015 degli incentivi relativi alle
assunzioni di donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente
retribuito.
Il Ministero del Lavoro
e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e
Finanze, ha individuato i settori e le professioni che presentano nelle
assunzioni un tasso di disparità tra uomo donna superiore al 25% sulla base
delle elaborazioni effettuate dell’ISTAT in relazione alla media annua del
2013-2014, ai fini dell'applicazione degli incentivi all'assunzione di cui
all'articolo 4, commi 8-11, della legge 92/2012 (c.d. Legge Fornero) per il
2015.
Detti incentivi
spettano ai datori di lavoro per le assunzioni di: donne di qualunque età,
residenti in aree svantaggiate e prive di impiego da almeno sei mesi; donne di
qualsiasi età, con una professione o di un settore economico caratterizzati da
un’accentuata disparità occupazionale di genere e prive di impiego da almeno
sei mesi; donne di qualsiasi età, ovunque residenti e prive di impiego da
almeno ventiquattro mesi. L'incentivo consiste nella riduzione del 50% dei
contributi a carico del datore di lavoro e spetta in caso di assunzione, anche
a tempo parziale, mediante contratti a tempo indeterminato o determinato e in
caso di trasformazioni a tempo indeterminato di precedenti rapporti agevolati.
mercoledì 14 gennaio 2015
Riflessioni sulla leadership al femminile...
Le donne e la società hanno bisogno di uguaglianza e di pari opportunità.
Le aziende hanno bisogno di differenza e di talento. Le organizzazioni,
soprattutto in Italia, sprecano molto talento femminile. Quanto costa oggi alle
aziende perdere idee, contributi, potenziale, rinunciando a "snidare"
il talento femminile e a facilitarne l'espressione?
Le iniziative legate alla tematica della "leadership al
femminile" hanno l'obiettivo di favorire l'empowerment delle donne
affinché sia facilitata la loro carriera e la loro possibilità di accedere
appunto a posizioni di leadership.
E' dimostrato da molte ricerche che le donne fanno più fatica degli uomini
a sviluppare networking, autostima, competenze che ne favoriscano la
carriera. Le organizzazioni possono scegliere di investire sullo sviluppo delle
competenze delle donne e sulla facilitazione dell'espressione del loro talento,
sapendo che il vantaggio competitivo in termini di innovazione e di costruzione
di valore che ne ricaveranno varrà molto più dell'investimento fatto, anche dal
punto di vista economico.
E' importante lavorare soprattutto sulla cultura organizzativa, ma anche
costruire iniziative continuative volte a favorire l'espressione del talento
femminile.
Cerchiamo tutti insieme di creare proposte costruttive per confrontarsi sulle tematiche di genere. Le argomentazioni
potrebbero essere rappresentante da:
- Indagini sulla cultura organizzativa e
facilitazione di processi di change
- Sensibilizzazione/consapevolezza
sul tema
- Interazione
efficace per esprimere differenza e talento
- Testimonianze al fine di costruire azioni di
miglioramento e di sviluppo
- Incontri con testimonial che
tengano conto della valorizzazione della differenza ai fini della gestione
della performance (e della valutazione/incentivazione)
domenica 11 gennaio 2015
2015: Andamento del credito nelle imprese femminili
Un contributo
prezioso è l’indagine congiunturale condotta da Artigiancassa presso un
campione di piccole imprese con meno di 50 addetti di cui è stato analizzata la
componente
femminile e che ha rilevato la fiducia
sull’andamento dell’economia, alcuni aspetti della attività d’impresa ed in
particolare la situazione creditizia. La fiducia delle imprese femminili è in
crescita anche se resta su livelli bassi e ben distanti dal periodo pre crisi
soprattutto per il persiste del basso livello dei ricavi connessi al calo della
domanda sia interna che estera. Anche il quadro occupazionale continua a
deteriorarsi con 4 imprese su 10 che hanno diminuito o prevedono di diminuire
gli occupati. Entrando nel merito della situazione
creditizia d’impresa si osserva che le imprese femminili riscontrano
più difficoltà rispetto al totale imprese. Quasi la metà delle imprese
femminili (47,5%) è riuscita a far fronte ai propri impegni finanziari con
difficoltà e ritardo. Le criticità evidenziate influenzano le aspettative sulla
capacità di far fronte al fabbisogno finanziario: per metà sia delle imprese
femminili (55,8%) che di quelle totali (50,0%) prevede di restare nella
situazione prima descritta mentre è allarmante che il 40,9% di tutte le
tipologie di imprese preveda un peggioramento. Prendendo in considerazione solo
le imprese che hanno attivi fidi o finanziamenti da oltre sei mesi vediamo che
una impresa femminile su dieci (89,0%) li motiva con esigenze di liquidità e
cassa, una su dieci (10,0%) li ha destinati ad investimenti e solo
l’1,0% aveva come scopo la ristrutturazione del debito. Per quanto riguarda i costi dei finanziamenti,
le imprese femminili - con fidi o finanziamenti attivi da oltre sei mesi -
indicano più del totale imprese un peggioramento della situazione: nel
dettaglio risponde in tal modo oltre la metà relativamente al costo del
finanziamento (56,0% contro il 36,7% del totale imprese), quasi i due terzi
relativamente al costo dell’istruttoria e delle altre condizioni (64,3% contro
il 59,2% del totale imprese) e tre quarti relativamente alla situazione delle
garanzie richieste (75,6% contro il 63,8% del totale imprese).
Elaborazione
a cura della dott.ssa Marina Gargiulo
(Fonte: Osservatorio
Donne impresa 2014)
venerdì 9 gennaio 2015
focus mestieri in Confartigianato Latina
Focus dei Mestieri 2015:
Confartigianato incontra le imprese…..
Nuova
Sabatini, corsi di formazione gratuiti, sicurezza sul lavoro, interventi di
settore….per una rete solidale tra imprenditori.
“Confartigianato
Imprese Latina” dinanzi ai numerosi problemi che stanno attanagliando le
piccole imprese locali, ha organizzato un ciclo “focus dei mestieri”; diversi momenti dedicati alle singole
attività d’impresa per un confronto aperto ed informale sulle difficoltà che
stanno vivendo le singole attività e per individuare possibili azioni di
supporto.
In
particolare ci si soffermerà su: Finanziamenti agevolati, la “Nuova Sabatini”
per acquisto di beni strumentali, partecipazione a bandi e progetti, corsi di
formazione gratuiti, finanziamenti per attività di sicurezza in azienda e nuovo
bando INAIL
Coordinerà
l’ incontro la dott.ssa Marina Gargiulo.
Interverrà il Presidente della Soc. di servizi di Confartigianato “Servizi
d’Impresa Srl” Riccardo Ciotti, il Presidente
di Confartigianato Aldo Mantovani ed
il direttore provinciale di Confartigianato Ivan Simeone.
Il momento
che il mondo della piccola impresa e delle aziende familiari, sottolinea Ivan Simeone, è oggi in difficoltà e
Confartigianato ritiene essenziale porre in essere una sempre maggiore
informazione ai nostri imprenditori sulle possibilità di interventi che si
possono mettere oggi in campo, e cercare di creare una rete operativa solidale.
Gli incontri
si terranno a Latina, a partire dal prossimo 30 gennaio per terminare nel mese di maggio 2015. Per informazioni
e prenotazioni contattare il numero tel. 0773.666593 e mail latina@mail.confartigianato.it.
Latina 9
gennaio 2015
Confartigianato
Imprese Latina
Iscriviti a:
Post (Atom)




